Appalti pubblici, stop al capro espiatorio imprese

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La Cassazione chiarisce le responsabilità nei cantieri: ANCE Brindisi chiede lo stop agli appalti a corpo per ridurre contenziosi

A proposito di appalti pubblici e responsabilità nei cantieri, riceviamo e pubblichiamo l’intervento di Angelo Contessa, presidente ANCE Brindisi.

di Angelo Contessa

La svolta della Cassazione penale

La sentenza della Corte di Cassazione penale, Sez. III, n. 9518 del 12 marzo 2026, segna una svolta netta: non è più accettabile scaricare automaticamente sui costruttori ogni responsabilità nei cantieri.

La Corte chiarisce che: Negli appalti pubblici, l’obbligo di predisporre un progetto esecutivo ha natura pubblicistica e non può essere surrogato da atti interni dell’amministrazione quali la validazione, atteso che tale obbligo impone al progettista e al direttore dei lavori di accertare l’esistenza di un progetto realmente esecutivo e idoneo a consentire l’avvio delle lavorazioni in condizioni di sicurezza. Conseguentemente, è evidente che la Stazione appaltante è obbligata ad aggiornare il progetto, con relativo cronoprogramma e computo metrico estimativo.

Angelo Contessa, presidente ANCE Brindisi

Errori progettuali e responsabilità diffuse

Può essere la fine di un equivoco che ha penalizzato per anni i costruttori, trasformati troppo spesso nel terminale di errori altrui: progetti carenti con scelte tecniche sbagliate, verifiche superficiali e solo formali ai fini della validazione, inerzia della direzione lavori; procedure in cui tutti gli attori si sentono cautelati e protetti dalla validazione del RUP, considerata una vera e propria schermatura da responsabilità perché tutti coinvolti.

Progettazione e sicurezza non si improvvisano

Questa pronuncia ristabilisce un principio semplice: la progettazione e la sicurezza dei lavoratori non si improvvisano in cantiere, ma si costruiscono a monte, con responsabilità chiare e non trasferibili.

Stop agli appalti a corpo

ANCE Brindisi pone un tema non più procrastinabile: superare il ricorso agli appalti a corpo, che troppe distorsioni interpretative e contenzioso genera nella fase esecutiva del contratto.

Basta approssimazioni ed errori progettuali che, grazie all’appalto a corpo e a validazioni salva tutti, RUP, progettisti, CSE e direttori dei lavori pensano di poter scaricare errori, omissioni e inerzie sull’impresa: chi sbaglia paga. E non può essere sempre l’impresa.