Africa – Volti, sguardi e speranze di un popolo

Quasi pronto, foto di Elena Molina

La mostra di Elena Molina a Mesagne con 30 scatti dall’Africa e una raccolta fondi per i bambini di Nairobi. Ingresso libero

di Antonio Portolano

Raccontare la dignità dei popoli africani

Raccontare la dignità dei popoli africani. È questo il primo dovere della mostra Africa – Volti, sguardi e speranze di un popolo. Un dovere che diventa missione, visione e promessa.

La mostra nasce per dare voce a storie spesso ignorate. Per offrire luce a volti che attraversano il tempo. Per restituire valore a culture che custodiscono saperi antichi. Vuole essere un ponte tra Mesagne e l’Africa, costruito attraverso un linguaggio che non conosce confini: la fotografia.

Questa seconda edizione prende forma da un’idea del giornalista Antonio Ligorio e di Gabriele Colucci, subito condivisa dal Circolo Arci La Manovella e accolta con passione dall’artista Elena Molina. Un’intuizione trasformata in un percorso culturale e umano che quest’anno ritorna con una forza ancora maggiore.

La fotografia africana: un linguaggio che ridefinisce lo sguardo

Da decenni la fotografia africana è uno strumento potente per raccontare identità, trasformazioni e resilienze. Attraverso il ritratto, molti artisti hanno riscritto la narrazione del continente, superando stereotipi e luoghi comuni.
La fotografia non mostra solo volti. Mostra mondi.
Mostra radici.
Mostra ciò che sopravvive al tempo.

La mostra di Elena Molina si inserisce in questa prospettiva, scegliendo di raccontare prima le persone e poi i luoghi. Prima gli occhi e poi i paesaggi. Una scelta che restituisce complessità, verità e una profonda vicinanza emotiva.

Il ritorno nel cuore di Mesagne

Dopo il successo dello scorso anno, la mostra torna nella Chiesa di Sant’Anna, nel centro storico di Mesagne, con un nuovo allestimento e un messaggio ancora più profondo. L’inaugurazione è prevista per venerdì 5 dicembre alle 19, con la presenza dell’artista, delle autorità locali e della comunità.

Saranno esposte 30 fotografie realizzate in Nigeria, Etiopia, Angola, Ciad, Camerun, Costa d’Avorio, Benin e Kenya. Ogni immagine è un incontro. Ogni sguardo è un racconto. Ogni volto è un invito a fermarsi.

Il valore della solidarietà: un impegno che va oltre la cultura

Il cuore della mostra non è solo artistico. È anche profondamente umano.
Durante l’intera esposizione sarà attiva una raccolta fondi destinata ai bambini di Nairobi, un gesto concreto di sostegno che rinnova la vocazione sociale del Circolo Arci La Manovella.

L’idea originaria di Antonio Ligorio, unita alla visione del presidente Gabriele Colucci e all’impegno dei volontari del Circolo, ha trasformato un evento culturale in un progetto che parla di solidarietà, responsabilità e comunità.
La Manovella non è solo un luogo di promozione artistica. È un presidio umano. È uno spazio che unisce cultura e cooperazione internazionale, con iniziative che toccano la vita reale di persone reali.

La raccolta fondi rappresenta la continuità di un impegno già avviato lo scorso anno, quando Mesagne accolse la mostra del fotografo documentarista Ibrahim Rashid. Oggi quell’impegno si rinnova e trova nuova forza nelle immagini e nel percorso umano di Elena Molina.

L’artista e il suo sguardo sul mondo

Elena Molina è nata ad Alcoi, in Spagna, e vive a Barcellona da cinquant’anni. Ha studiato Belle Arti e ha costruito la sua vita artistica attorno al viaggio, che considera una forma di libertà totale.

Racconta: «Viaggiare è una necessità per me. Lo è stato fin da quando ero molto giovane, ma solo di recente ho capito cosa significasse. Quando viaggio, mi sento libera, la maggior parte dei vincoli svaniscono. Una visione di libertà, una sensazione di non appartenenza a nessun luogo mi pervade, facendomi sentire a casa, ovunque mi trovi, con chiunque io sia. Direi che è stata questa passione per i viaggi ad avvicinarmi alla fotografia. Tante esperienze vissute in profondità, in modo completamente aperto e con totale onestà, senza tabù!».

Il suo progetto Caleidoscopio Umano è un cammino attraverso culture che custodiscono saperi profondi. Molti dei soggetti ritratti, un tempo giudicati come «stregoni», custodiscono in realtà una preziosa conoscenza della natura e delle proprietà delle piante, alla base della medicina occidentale.

La sua carriera è segnata da premi internazionali, collaborazioni e un forte impegno etico. Ha pubblicato il libro El sueño de Amara, destinando i proventi alla costruzione di pozzi in Etiopia. Ha collaborato con Mauro De Bettio per la Malaika Foundation, impegnata nell’aiuto ai bambini senza fissa dimora di Nairobi. Ha sostenuto inoltre il progetto Kapuezesha, dedicato alla scolarizzazione dei bambini della comunità di Deep Sea.

Una mostra che parla alla città

Il presidente del Circolo Arci La Manovella, Gabriele Colucci, afferma: «Siamo felici e contenti di ripetere l’esperienza vissuta l’anno scorso con grande favore e successo di pubblico. Non nascondiamo l’orgoglio di ospitare un’altra apprezzata artista internazionale come Elena Molina. Questa esposizione non solo arricchisce il nostro programma culturale, ma porta anche un messaggio di bellezza e speranza alla nostra comunità».

La mostra è realizzata con il patrocinio morale della Città di Mesagne, con il sostegno del Centro Diagnostico Omega, del Centro Medico Polispecialistico Devicienti e di molte realtà commerciali del territorio.

Orari, date e informazioni utili

La mostra sarà visitabile dal 5 al 14 dicembre, ogni giorno dalle 18.30 alle 21.30, nella Chiesa di Sant’Anna, in Piazza Orsini del Balzo.
L’ingresso è libero.

Per informazioni: 349 5351946 – Associazione Circolo Arci La Manovella, Piazzetta Sant’Anna dei Greci, Mesagne (BR).

Un invito a vivere un incontro autentico

Visitare questa mostra significa entrare in un dialogo silenzioso con l’Africa. Significa lasciarsi attraversare da sguardi che raccontano storie di identità, resilienza e memoria. Significa contribuire a un percorso di speranza, sostenendo i bambini di Nairobi.

Chi entrerà nella Chiesa di Sant’Anna porterà con sé un frammento di bellezza.
Un senso di connessione.
Una nuova consapevolezza.