AERO rilancia le ZEE come leva geopolitica per lo sviluppo dell’eolico offshore e per rafforzare la sovranità energetica italiana
di Antonio Portolano
ROMA – L’istituzione delle Zone Economiche Esclusive (ZEE) non è più rinviabile. Per l’Italia rappresenta una necessità geopolitica, oltre che industriale ed energetica. Il mare, da confine, è destinato a diventare la più grande centrale energetica pulita del Paese, con ricadute dirette sulla sovranità energetica, sugli investimenti e sul posizionamento strategico nel Mediterraneo, è quanto sostiene Fulvio Mamone Capria, presidente di Associazione delle Energie Rinnovabili Offshore (AERO), intervenendo a Roma al convegno “Le Zone Economiche Esclusive italiane al servizio della Blue Economy”.
ZEE come snodo geopolitico ed energetico
Nel quadro delle trasformazioni in atto nel sistema energetico europeo, le Zone Economiche Esclusive assumono per l’Italia un valore che va oltre la dimensione regolatoria. Secondo AERO, la loro istituzione formale è una condizione necessaria per garantire certezza giuridica agli investitori e accelerare la realizzazione degli impianti di eolico offshore, settore chiave per la transizione energetica nazionale.
«Solo attraverso una rapida pianificazione di queste aree potremo garantire certezza giuridica agli investitori e accelerare la realizzazione degli impianti offshore. Vogliamo che l’Italia smetta di guardare al mare solo come un confine e inizi a vederlo come la più grande centrale energetica pulita del Paese», ha dichiarato Fulvio Mamone Capria.

Estensione della giurisdizione e sicurezza degli investimenti
L’istituzione delle ZEE consente allo Stato di estendere la propria giurisdizione oltre le 12 miglia nautiche dalla costa, aprendo l’accesso a aree marine vaste e ad alto potenziale energetico. Un passaggio ritenuto cruciale da AERO per sbloccare lo sviluppo dell’eolico offshore e rendere compatibili velocità della transizione energetica e sicurezza degli investimenti.
In questo contesto viene richiamato anche il ruolo del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI), impegnato in un apposito tavolo specialistico per la definizione dei confini marittimi e il coordinamento diplomatico con i Paesi limitrofi .
Mediterraneo, diplomazia e Piano Mattei
Per AERO, l’obiettivo strategico è l’avvio immediato di un’intensa attività diplomatica finalizzata alla delimitazione formale delle Zone Economiche Esclusive con i Paesi confinanti. Un passaggio ritenuto essenziale per assicurare all’Italia un ruolo centrale nel Mediterraneo, in coerenza con le direttrici del Piano Mattei.
La governance delle acque marine viene così inquadrata come un tema di politica industriale e geopolitica, nel quale energia, sicurezza e relazioni internazionali convergono.
Filiera industriale, occupazione e Blue Economy
Secondo AERO, una pianificazione tempestiva delle ZEE permetterebbe non solo di raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione attraverso i progetti di eolico offshore, ma anche di strutturare una filiera industriale d’eccellenza.
«Una pianificazione tempestiva delle ZEE permetterà al Paese non solo di raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione con i progetti di eolico offshore, ma di strutturare una filiera industriale d’eccellenza, capace di generare occupazione e innovazione tecnologica», ha sottolineato Fulvio Mamone Capria.

Ricerca e governance del mare
Il convegno ha rappresentato anche il primo meeting scientifico di presentazione dell’Italian Centre for the Law of the Sea (ICLOS), centro di ricerca interuniversitario promosso dall’Università di Roma Tor Vergata, in collaborazione con altri atenei italiani.
L’obiettivo è la creazione di un polo nazionale di eccellenza sul diritto del mare e sulla governance oceanica, a supporto delle politiche pubbliche e delle strategie industriali legate allo sviluppo sostenibile delle risorse marine.
Una scelta strategica per il sistema Paese
Secondo AERO, sono in fase di perfezionamento ricerche socioeconomiche che saranno affidate al Governo per fornire ulteriori dati e informazioni utili al settore. L’obiettivo è consentire all’Italia di accreditarsi già nel corso dell’anno nella rete delle grandi nazioni che puntano sulle rinnovabili dal mare, consolidando il proprio posizionamento industriale e tecnologico.
Nel quadro delineato dall’Associazione, l’istituzione delle Zone Economiche Esclusive si configura quindi come una scelta strategica non più rinviabile, capace di coniugare geopolitica, transizione energetica e sviluppo industriale, rafforzando la sovranità energetica italiana e il ruolo del Paese nel Mediterraneo.



