AERO vince il Premio Venezia per il Mare 2026

Il presidente di AERO, Associazione delle Energie Rinnovabili Offshore Fulvio Mamone Capria mentre ritira il Premio Venezia per il Mare

L’Associazione delle Energie Rinnovabili Offshore premiata a Venezia per il contributo a filiera, occupazione e transizione energetica

di Antonio Portolano

VENEZIA«Per il rilevante contributo allo sviluppo delle energie rinnovabili offshore in Italia, distinguendosi per la capacità di creare una filiera industriale competitiva e innovativa, generando occupazione e promuovendo la transizione energetica».

È questa la motivazione con cui AERO – Associazione Energie Rinnovabili Offshore ha ricevuto il Premio Venezia per il Mare 2026, il riconoscimento promosso da Assonautica Venezia in collaborazione con la Camera di Commercio Venezia Rovigo e con i media partner Forbes Italia, Super Yacht International, Nautica e Today.it.

La premiazione si è svolta il 1° giugno nell’ambito del Salone Nautico di Venezia e ha visto il presidente Fulvio Mamone Capria ricevere il tradizionale leone in vetro di Murano dalle mani del ceo di Citynews, Fernando Diana.

Ma il significato del riconoscimento va oltre la celebrazione di un’attività associativa. La motivazione individua infatti alcuni dei temi destinati a segnare il futuro energetico e industriale del Paese: sviluppo dell’eolico offshore, crescita di una filiera produttiva nazionale, nuova occupazione qualificata e rafforzamento dell’autonomia energetica italiana.

In altre parole, il premio riconosce il lavoro svolto per trasformare una tecnologia energetica in una prospettiva concreta di sviluppo industriale.

Il premio Venezia per il Mare 2026 assegnato ad AERO – Associazione delle Energie Rinnovabili Offshore

Il riconoscimento a una visione industriale

Le parole utilizzate dalla commissione sono particolarmente significative perché non si limitano a valorizzare il contributo alle energie rinnovabili.

La motivazione parla esplicitamente di capacità di costruire una filiera industriale competitiva e innovativa.

È un passaggio che riflette una delle principali sfide europee degli ultimi anni. La corsa alle energie rinnovabili non si gioca soltanto sulla produzione di elettricità pulita, ma anche sulla capacità dei singoli Paesi di creare industrie, competenze, infrastrutture e occupazione attorno alle nuove tecnologie.

Nel caso dell’eolico offshore, questo significa progettazione, produzione di componenti, cantieristica, attività portuali, logistica, servizi ingegneristici, manutenzione e formazione specializzata.

Proprio su questi aspetti AERO ha costruito negli anni gran parte della propria attività istituzionale, sostenendo la necessità di sviluppare una filiera nazionale in grado di accompagnare la crescita dei futuri impianti offshore italiani.

Venezia come crocevia della transizione energetica

La consegna del premio è avvenuta durante il convegno dedicato alla transizione ecologica, energetica e digitale organizzato nell’ambito del Salone Nautico di Venezia.

L’incontro, coordinato da Marino Masiero e Elena Magro di Assonautica Venezia, ha riunito rappresentanti delle istituzioni, dell’industria e del mondo dell’energia per discutere delle prospettive di sviluppo delle tecnologie legate al mare.

La scelta di assegnare il premio a un’associazione che rappresenta il comparto delle energie rinnovabili offshore conferma come il dibattito sull’economia marittima stia progressivamente integrando temi che fino a pochi anni fa appartenevano quasi esclusivamente alle politiche energetiche.

Oggi porti, cantieri navali, logistica e infrastrutture marittime sono sempre più coinvolti nei programmi di decarbonizzazione e nelle strategie europee per la sicurezza energetica.

Premio Venezia per il Mare, un momento della cerimonia

Mamone Capria: «I porti del Sud diventino motori della transizione energetica»

Ricevendo il riconoscimento, il presidente di AERO, Fulvio Mamone Capria, ha collegato il premio alle opportunità industriali che l’Italia potrebbe cogliere attraverso lo sviluppo dell’eolico offshore.

«L’Italia ha davanti a sé un’opportunità industriale senza precedenti, ma per coglierla dobbiamo trasformare i nostri porti del Sud in veri e propri motori della transizione energetica. Il modello francese di Port-La Nouvelle ci dimostra che un ecosistema competitivo e integrato per l’eolico offshore è già realtà operativa. Dobbiamo prendere spunto da ciò per sbloccare la nostra filiera, unendo la produzione dell’acciaio nazionale con la cantieristica dei porti idonei, le capacità di ingegneria navalmeccanica e di logistica con la costruzione di una piattaforma industriale che garantisca riconversione lavorativa, realizzando i progetti di rinnovabili dal mare che aiuteranno l’Italia a raggiungere la sicurezza e l’indipendenza energetica».

Nelle parole del presidente emerge una visione che lega il futuro dell’energia alla capacità di valorizzare le competenze industriali esistenti, in particolare nelle regioni meridionali.

La questione riguarda non soltanto la produzione energetica, ma anche la possibilità di costruire una nuova catena del valore industriale in grado di generare investimenti e occupazione.

La sfida del Fer2 e i primi 3,8 GW di eolico offshore

Nel suo intervento, Mamone Capria ha richiamato l’attenzione su uno dei passaggi più attesi dagli operatori del settore: l’attuazione delle aste previste dal decreto Fer2.

«Una sfida che si deve completare con la rapida attuazione delle aste incentivanti del Fer2, da parte del MASE, che prevedono un potenziale di 3,8 GW per l’eolico offshore per i primi progetti nazionali. Serve visione: la Francia ha di recente lanciato un tender per 10 GW di eolico in mare, questo a dimostrazione che anche un paese che produce energia nucleare pianifica decine di progetti di rinnovabili offshore».

Il riferimento alla Francia evidenzia la dimensione internazionale della competizione.

Mentre numerosi Paesi europei stanno accelerando gli investimenti nell’energia prodotta dal mare, l’Italia si trova nella fase decisiva in cui dovrà trasformare progettualità e autorizzazioni in cantieri e infrastrutture.

Un parco eolico offshore

Giovani, competenze e nuove professionalità

Un altro tema centrale dell’intervento riguarda il capitale umano necessario per sostenere la crescita del settore.

Secondo AERO, la nascita di una filiera nazionale dell’eolico offshore potrebbe rappresentare una risposta concreta alla crescente fuga di competenze qualificate verso l’estero.

«Questo importante riconoscimento lo dedichiamo ai tanti giovani che, impegnati oggi negli Istituti tecnici superiori e nelle Università, potremmo coinvolgere e formare nella filiera produttiva dell’eolico offshore nazionale. Le statistiche di quanti studenti lasciano il nostro Paese per realizzare i loro sogni all’estero ci offre un’immagine negativa per la tenuta di importanti settori produttivi nazionali».

La crescita del comparto richiederà infatti nuove figure professionali nei campi dell’ingegneria, della progettazione, della logistica, della gestione portuale, della manutenzione e della ricerca applicata.

Il ruolo dei porti nella nuova economia del mare

Uno dei temi più ricorrenti nel dibattito sull’eolico offshore riguarda il ruolo delle infrastrutture portuali.

Le turbine galleggianti e le grandi componenti necessarie agli impianti richiedono infatti aree industriali attrezzate, banchine adeguate, spazi di assemblaggio e collegamenti logistici efficienti.

Per questo motivo numerosi osservatori individuano nei porti del Mezzogiorno una delle principali opportunità industriali legate allo sviluppo delle energie rinnovabili marine.

Nella visione illustrata da AERO, queste aree potrebbero diventare poli di riferimento per la costruzione dei galleggianti, l’assemblaggio degli aerogeneratori e le attività di supporto ai futuri parchi offshore del Mediterraneo.

Premio Venezia per il Mare gli ospiti dell’evento

Cos’è il Premio Venezia per il Mare

Il Premio Venezia per il Mare valorizza personalità, enti, imprese e organizzazioni che si distinguono a livello nazionale e internazionale per il contributo alla tutela dell’ecosistema marino, allo sviluppo sostenibile e alla promozione della cultura marittima.

Il riconoscimento si inserisce nel più ampio percorso promosso da Assonautica Venezia per favorire il confronto tra economia del mare, innovazione tecnologica e sostenibilità ambientale.

La sua assegnazione ad AERO evidenzia il crescente ruolo che le energie rinnovabili marine stanno assumendo all’interno delle strategie di sviluppo dell’economia blu.

Un premio che racconta il futuro dell’eolico offshore italiano

Il Premio Venezia per il Mare 2026 assegnato ad AERO arriva in una fase in cui l’eolico offshore italiano sta passando dalle prospettive alle prime realizzazioni concrete.

La motivazione del riconoscimento richiama concetti come filiera industriale, occupazione, innovazione e transizione energetica. Sono gli stessi elementi che determineranno la capacità dell’Italia di competere in uno dei mercati energetici più dinamici dei prossimi decenni.

In questo senso il premio ricevuto a Venezia non rappresenta soltanto il riconoscimento di un’attività svolta finora. Rappresenta soprattutto il riconoscimento di una sfida ancora aperta: trasformare il potenziale energetico del mare in una leva stabile di crescita industriale, sviluppo territoriale e competitività per il sistema Paese.

Ad AERO il Premio Venezia per il Mare