Sette miliardi per decarbonizzazione, rinnovabili, economia circolare ed elettrificazione nel percorso verso il Net Zero al 2050
di Antonio Portolano
MILANO – Il percorso verso il Net Zero al 2050 è la nuova bussola industriale di A2A. Il Piano di Transizione Climatica, presentato il 3 dicembre 2025, definisce una strategia operativa e finanziaria articolata, aggiornata ogni anno e pensata per guidare la decarbonizzazione del Gruppo lungo tutte le fasi del suo business.

L’obiettivo del Net Zero al 2050 e la visione strategica di A2A
L’obiettivo finale è ridurre «almeno il 90%» della carbon footprint complessiva (cioè l’impronta totale di CO₂ generata dalle attività del Gruppo) entro il 2050 rispetto al 2023, ricorrendo alla compensazione solo per le emissioni residue tramite crediti di rimozione certificati.

Un Piano dinamico, da aggiornare ogni anno
Il Piano si presenta come un documento dinamico, costruito per riflettere l’evoluzione degli scenari energetici, tecnologici e macroeconomici. È parte integrante del Piano Industriale al 2035, con cui dialoga in modo costante. Secondo la presentazione aziendale, l’aggiornamento avverrà ogni anno, integrando l’andamento della domanda elettrica, il progresso delle tecnologie di cattura della CO₂ e il crescente impatto dei data center sul sistema nazionale.
Le parole di Roberto Tasca
Nel presentare il Piano, Roberto Tasca, presidente di A2A, ha richiamato il legame tra stabilità climatica ed equilibrio economico, spiegando come i costi dell’inazione stiano superando gli investimenti necessari alla mitigazione.
«La mitigazione dei cambiamenti climatici rappresenta una condizione imprescindibile per la stabilità dei sistemi ambientali, sociali ed economici», ha dichiarato. «Dal 2000 a oggi, gli eventi climatici estremi hanno generato danni per oltre 3.600 miliardi di dollari e le stime indicano che i costi dell’inazione potrebbero raggiungere i 1.200 trilioni di euro, quasi il doppio degli investimenti necessari a rispettare gli Accordi di Parigi».

Tasca ha aggiunto che i piani di transizione delle imprese saranno decisivi per orientare i capitali e rafforzare l’accesso al credito: «In questo scenario, i piani di transizione climatica delle imprese rivestono un ruolo essenziale nella mobilitazione dei capitali: permettono di valutare preventivamente i rischi, individuare nuove opportunità di investimento, rafforzare la fiducia del mercato e favorire un migliore accesso al credito, contribuendo alla riduzione dei costi di finanziamento».

La visione industriale di Renato Mazzoncini
Sulla stessa linea, Renato Mazzoncini, amministratore delegato di A2A, ha presentato la dimensione industriale del percorso.
«La crisi climatica richiede visione, coerenza e la capacità di agire con responsabilità nel lungo periodo. Affrontiamo questa sfida facendo leva sulle nostre competenze industriali, sull’innovazione tecnologica su cui stiamo investendo e su un modello di business che integra dimensione ambientale, economica e sociale».

L’obiettivo è esplicito: «Il nostro obiettivo è chiaro: raggiungere il Net Zero su tutti gli Scope emissivi entro il 2050. Il Piano di Transizione Climatica chiarisce come intendiamo farlo, definisce tappe intermedie ambiziose e amplia la nostra visione oltre l’orizzonte del Piano Industriale al 2035».
Le tappe della decarbonizzazione
Le tappe indicate dal Piano prevedono una riduzione del 50% delle emissioni dirette entro il 2035, dell’80% entro il 2040 (rispetto al 2017) e una diminuzione del 90% delle emissioni complessive lungo la catena del valore entro il 2050. Le traiettorie emissive Scope 1 e Scope 2 sono state verificate da Moody’s come coerenti con uno scenario di contenimento della temperatura entro 2°C, come indicato nella presentazione ufficiale .

I fondi in campo: 7 miliardi per la decarbonizzazione e 17 miliardi allineati alla Tassonomia UE
La forza del Piano non è solo strategica, ma anche finanziaria. Entro il 2035, A2A investirà 7 miliardi di euro in misure dirette di decarbonizzazione, di cui 5 miliardi per la transizione energetica e 2 miliardi per l’economia circolare. Queste risorse puntano ad accelerare la produzione da fonti rinnovabili, l’elettrificazione dei consumi, l’uso delle tecnologie CCS e la valorizzazione dei rifiuti come materia o energia.
Il perimetro degli investimenti cresce se si considerano le iniziative ammissibili secondo il Regolamento europeo sulla Tassonomia UE: nel complesso, il Piano strategico 2024-2035 include 17 miliardi di euro di progetti allineati ai criteri europei.
Secondo la presentazione, la quota media di ammissibilità passerà dal 66% nel 2026 all’80% nel 2035, segnando un progressivo consolidamento del modello di finanza sostenibile del Gruppo.

La ripartizione degli investimenti
La ripartizione dei 7 miliardi dedicati alla decarbonizzazione mostra la profondità industriale del Piano. Circa 3,4 miliardi saranno destinati allo sviluppo delle rinnovabili, con fotovoltaico, eolico e sistemi di accumulo BESS. Oltre 1 miliardo finanzierà la cattura della CO₂ negli impianti Waste-to-Energy, il recupero del calore industriale e dai data center, la produzione di bioenergie e la progressiva elettrificazione della flotta dedicata alla raccolta rifiuti.
Il teleriscaldamento, con investimenti da 450 milioni di euro, avrà un ruolo crescente grazie al recupero di calore di scarto e alla sostituzione del gas naturale con biometano. La presentazione descrive questi flussi come leve dirette e leve abilitanti, distinguendo gli interventi centrali nella riduzione delle emissioni da quelli necessari a supportare l’intera filiera della transizione .

La finanza sostenibile come pilastro
Il Piano è sostenuto da una leadership consolidata nella finanza sostenibile, che ha permesso ad A2A di raggiungere l’82% di debito ESG sul totale nel 2025, con un target del 100% al 2035. Tra gli strumenti già utilizzati figurano il primo European Green Bond del Gruppo e il primo Blue Bond mai emesso in Italia.

Le basi del Piano: scenario climatico e rischi dell’inazione
Il Piano nasce in un contesto globale segnato da tensioni climatiche senza precedenti. Le slide di presentazione ricordano che il 2024 è stato l’anno più caldo mai registrato, mentre cresce la rilevanza della biodiversità e della gestione efficiente delle risorse idriche. L’Europa ha aggiornato i propri obiettivi, puntando a una riduzione del 90% delle emissioni entro il 2040 rispetto ai livelli del 1990, in continuità con il -55% fissato al 2030 .
I rischi della transizione aumentano per i settori energivori e per l’industria esposta al mercato ETS. L’economia circolare emerge come leva decisiva per ridurre la pressione sulle risorse e diminuire le emissioni complessive del sistema paese.

Dipendenze esterne e fattori critici
In questo scenario, il Piano introduce un’analisi sistemica delle dipendenze esterne che potrebbero rallentare o accelerare la transizione. La realizzazione delle infrastrutture per le rinnovabili, la disponibilità di green gas, la maturità delle tecnologie CCS e l’evoluzione del quadro regolatorio europeo sono tutti elementi che influenzeranno la traiettoria del Gruppo.
Nella presentazione viene citata la classificazione dell’Oxford Sustainable Finance Programme, che distingue tra condizioni necessarie e condizioni abilitanti per la transizione .

Le leve strategiche: elettrificazione dei consumi
La strategia complessiva ruota attorno a un’idea centrale: l’elettrificazione rappresenta il motore della decarbonizzazione nazionale. Per A2A questo significa accelerare lo sviluppo delle fonti rinnovabili, ampliare la capacità di accumulo, rendere più flessibili gli impianti termoelettrici e integrare gradualmente green gas e nuove tecnologie abilitanti.
La presentazione evidenzia che lo scenario italiano al 2050 richiederà una forte crescita dei consumi elettrici, trainati da e-mobility, pompe di calore, industria e, soprattutto, dalla digitalizzazione del sistema economico. In questo quadro, l’impiego del gas naturale mantiene un ruolo di supporto nel breve-medio periodo per garantire continuità, stabilità e sicurezza del sistema, mentre prosegue lo sviluppo di rinnovabili e sistemi di accumulo BESS .
L’elettrificazione contribuirà anche all’efficienza energetica complessiva del Paese, riducendo la dipendenza dai combustibili fossili nei consumi finali e supportando l’integrazione crescente delle infrastrutture energetiche e digitali.

Economia circolare: valorizzare rifiuti e risorse
Accanto all’elettrificazione, l’altro pilastro del Piano è l’economia circolare. A2A punta a ridurre le emissioni del sistema paese valorizzando rifiuti e scarti come materia o energia.
Il Piano prevede l’installazione di tecnologie di cattura e stoccaggio della CO₂ (CCS) sugli impianti Waste-to-Energy, l’incremento della produzione di bioenergie, l’aumento della raccolta differenziata e il potenziamento del recupero di materia.
La rete di teleriscaldamento diventa un’infrastruttura chiave. Grazie al recupero del calore di scarto industriale e dei data center, alla sostituzione del gas con biometano e all’estensione del servizio, il teleriscaldamento contribuisce direttamente alla riduzione delle emissioni e alla sostenibilità urbana. Le slide della presentazione confermano investimenti significativi in questi ambiti, con un impatto previsto anche sulle emissioni evitate (Scope 4).

Data center e domanda elettrica: un nuovo fattore di sistema
Una delle novità più rilevanti dello scenario energetico riguarda la crescita dei data center. La presentazione dedica un approfondimento alla loro incidenza sulla domanda nazionale.
A fine 2025, le richieste di connessione in Italia ammontano a 55 GWIT, mentre gli scenari aggiornati stimano una capacità installata tra 9 e 12,5 GWIT al 2050. La domanda elettrica associata potrebbe arrivare a circa 90 TWh, pari al 16% della domanda nazionale prevista per il 2050 .

Nel Piano di Transizione Climatica 2025 l’“upside” della domanda legata ai data center non è ancora stato integrato in modo definitivo. A2A segnala che, se gli scenari venissero confermati, sarà necessario adottare un nuovo approccio alla programmazione della produzione elettrica, rafforzando la capacità baseload per garantire stabilità e continuità.
Il tema è strategico: da un lato i data center rappresentano una leva industriale per la competitività digitale del Paese; dall’altro richiedono un ulteriore equilibrio tra produzione rinnovabile, accumuli e impianti programmabili.

La traiettoria di decarbonizzazione: Scope 1 e Scope 2
La riduzione delle emissioni dirette e indirette rappresenta una componente strutturale del Piano. Il grafico presentato da A2A mostra una discesa costante delle emissioni Scope 1 e Scope 2 dal 2017 al 2050: da 7,6 milioni di tonnellate nel 2017 a meno di 0,1 milioni nel 2050, con tappe intermedie rilevanti al 2035 e al 2040 .
La prima fase (2017–2024) ha beneficiato del phase-out del carbone, della crescita delle rinnovabili e della rimodulazione della generazione termoelettrica. La seconda fase (2024–2035) sarà guidata dallo sviluppo delle FER, dall’installazione di sistemi CCS su un impianto Waste-to-Energy, dall’uso crescente di green gas e dalle batterie di accumulo.
Nel periodo 2035–2050, le leve principali saranno l’ulteriore diffusione delle FER, l’espansione delle tecnologie CCS e la riduzione delle emissioni biogeniche attraverso la cattura e rimozione nei processi Waste-to-Energy. Le emissioni residue verranno compensate tramite crediti di rimozione certificati.

La decarbonizzazione della catena del valore: Scope 3
La riduzione delle emissioni lungo la chain del valore rappresenta un fattore determinante. Secondo il Piano, A2A punta a diminuire del 30% le emissioni della supply chain, del 60% quelle generate upstream dai vettori energetici e del 22% quelle legate all’uso del gas venduto ai clienti entro il 2035, rispetto al 2023.
Le emissioni Scope 3 complessive mostrano un andamento discendente da 18,6 milioni di tonnellate nel 2023 a 7,9 milioni nel 2050 .
Il contributo dei servizi e delle tecnologie offerte dal Gruppo genera anche emissioni evitate (Scope 4), pari a 53 milioni di tonnellate di CO₂ tra il 2024 e il 2035. Gli ambiti maggiormente coinvolti sono rinnovabili, recupero materia, teleriscaldamento, mobilità elettrica ed efficienza energetica.

Verso il Net Zero: un percorso cumulativo
La traiettoria complessiva delle emissioni Scope 1-2-3 evidenzia un abbattimento del 90% entro il 2050. Il mix di leve tecnologiche, investimenti, innovazione e supply chain permette di ridurre progressivamente la quota emissiva residua fino a portarla sotto la soglia del 10% rispetto al 2023.
Il risultato finale sarà raggiunto mediante la rimozione e la compensazione delle sole emissioni non eliminabili, in linea con i più avanzati standard internazionali.

Finanza sostenibile e governance della transizione
La governance del Piano è costruita per garantire coerenza strategica, monitoraggio e dialogo continuo con gli stakeholder. La presentazione descrive un modello che coinvolge comitati endoconsiliari, il Consiglio di Amministrazione e un sistema di aggiornamento annuale, integrato al Piano Industriale, per verificare l’avanzamento delle azioni, l’evoluzione dei rischi e l’impatto dei nuovi scenari energetici .

Sul fronte finanziario, A2A si conferma tra i player più avanzati in Italia nella finanza sostenibile. La quota di debito ESG ha raggiunto l’82% nel 2025 e punta al 100% entro il 2035. Nel percorso di consolidamento del proprio posizionamento, il Gruppo ha introdotto strumenti pionieristici: il primo European Green Bond e il primo Blue Bond mai emesso da un’azienda italiana.
Il framework integrato presentato nelle slide mostra una strategia basata su KPI climatici chiari, con target verificabili nel lungo periodo e un sistema di monitoraggio della performance che lega esplicitamente la finanza agli obiettivi di decarbonizzazione.

La supply chain come leva strategica della transizione
Uno dei pilastri del Piano è il coinvolgimento della catena di fornitura. A2A considera la supply chain una leva di decarbonizzazione e un ambito da presidiare per ridurre rischi operativi, climatici e reputazionali.
Dal 2023 il Gruppo ha avviato un percorso dedicato alla sostenibilità degli approvvigionamenti, con la pubblicazione del progetto “Supply Chain Sostenibile” e la definizione di processi e criteri ESG applicati ai fornitori. Nel 2024 è iniziato il progetto Scope 3, destinato a misurare con precisione le emissioni della filiera e supportare i partner nell’adozione di strategie di riduzione.
Le slide mostrano target chiari: entro il 2035, il 90% dell’ordinato dovrà essere assegnato a fornitori valutati con uno scoring integrato ESG, mentre il 65% dovrà dimostrare un alto livello di maturità “carbon” nel proprio modello di business .
La filiera non è quindi un elemento accessorio, ma un fattore strutturale della strategia climatica. Coinvolgere i fornitori significa estendere il raggio d’azione della decarbonizzazione e mitigare l’impatto delle attività upstream, essenziali per il raggiungimento della riduzione Scope 3.

Just Transition: competenze, formazione e nuova occupazione
La transizione richiede tecnologie, innovazione e investimenti, ma necessita soprattutto di persone con nuove competenze.
Il Piano definisce un percorso di Just Transition che mira a garantire la piena tutela dei lavoratori coinvolti nell’evoluzione del mix energetico. A2A si impegna a offrire programmi di reskilling e upskilling a tutto il personale delle centrali termoelettriche entro il 2035, accompagnando la trasformazione degli impianti e delle attività operative.
Il primo percorso formativo dedicato è già attivo per i team degli impianti idroelettrici e termoelettrici, mentre è in corso la definizione di una roadmap più ampia sulle esigenze del personale collegate al Piano di Transizione.
Le slide mostrano una progressione significativa degli obiettivi: dal 66% delle persone coinvolte nel 2025 al 100% nel 2035, segno della volontà di trasformare l’evoluzione industriale in un’opportunità di crescita professionale e occupazionale .

Innovazione come motore della transizione
L’innovazione tecnologica svolge un ruolo fondamentale nel percorso verso il Net Zero. A2A, attraverso Life Ventures, promuove lo sviluppo di soluzioni avanzate, tecnologie emergenti e collaborazioni industriali.
Il portfolio comprende più di 300 progetti, cinque domande di brevetto e un programma di Corporate Venture Capital con un impegno complessivo di 100 milioni di euro. Le startup coinvolte, oltre 70, generano occupazione e applicazioni industriali concrete, con casi emblematici come Energy Dome e la sua tecnologia di “CO₂ Battery”, un sistema di accumulo di lunga durata basato sulla CO₂ in diversi stati fisici .
L’innovazione diventa quindi un abilitatore della decarbonizzazione: supporta l’efficienza dei processi, riduce i costi, accelera lo sviluppo delle FER e introduce nuove soluzioni per la stabilità della rete e la gestione del calore.

Territori, comunità ed educazione: una transizione condivisa
A2A estende l’impatto della propria strategia oltre i confini industriali.
Dal 2021, attraverso i Forum Multistakeholder, il Gruppo ha avviato un programma di dialogo con cittadini, imprese, istituzioni e scuole, con l’obiettivo di condividere informazioni, ascoltare i bisogni dei territori e aiutare le realtà locali a definire modelli di sostenibilità più consapevoli.
Nel 2025, in collaborazione con Confindustria, sono stati organizzati tavoli di lavoro dedicati alle imprese per misurare la carbon footprint e impostare un primo documento di sostenibilità.
L’impegno educativo è confermato dal progetto nazionale “Futuro in circolo”, che ha coinvolto oltre 155.000 studenti e docenti nelle prime due edizioni. Parallelamente, circa 40.000 persone hanno visitato gli impianti del Gruppo nell’ultimo biennio, contribuendo alla diffusione della cultura ambientale e della consapevolezza sui temi energetici.
Il Piano include anche progetti legati all’occupazione giovanile e ai “green jobs”. Nel biennio 2025–2026 è attivo un percorso professionalizzante per giovani NEET nell’area Nord di Napoli, con l’obiettivo di formare 140 persone in due anni e favorire l’inserimento nel mercato del lavoro.

Un Piano che guarda al futuro del Paese
Il Piano di Transizione Climatica di A2A si presenta come uno dei documenti industriali più completi e strutturati nel panorama energetico nazionale.
Combina elettrificazione, economia circolare, infrastrutture, innovazione, finanza sostenibile e formazione, delineando un percorso chiaro verso il Net Zero al 2050.
Il contributo atteso non riguarda solo la decarbonizzazione del Gruppo, ma anche la trasformazione del sistema energetico italiano, la resilienza dei territori e la competitività industriale del Paese.
La traiettoria è ambiziosa, ma il Piano dimostra come un grande player multiutility possa essere al centro di una transizione che è tecnologica, economica e sociale nello stesso tempo.





