A Brindisi costruiremo la più grande batteria al mondo

La Centrale Enel Federico II di Cerano

Enel, Eni e la filiera dell’energia protagoniste della prima giornata di “I Colori dell’Energia”. A Cerano il più grande impianto di accumulo

di Antonio Portolano

«Siamo orgogliosi di annunciare che a Brindisi realizzeremo il più grande impianto di accumulo a batterie al mondo».
Con questa dichiarazione, Nicola Lanzetta, direttore Italia di Enel, ha aperto la prima giornata di lavori di I Colori dell’Energia – Transition & Supply Chain, al Marina di Brindisi.
L’annuncio, atteso e accolto con un lungo applauso dal pubblico, è la conferma di un investimento che segna un cambio di paradigma per il Paese e per un territorio che ha fatto dell’energia la propria identità.

Un annuncio storico apre la prima giornata

Il progetto, aggiudicato nell’ambito dell’asta MACSE (Meccanismo di Approvvigionamento di Capacità di Stoccaggio Elettrico), riguarda la riconversione di parte dell’area della centrale “Federico II” di Cerano in un polo tecnologico dedicato all’accumulo elettrochimico (BESS).
Sarà, per potenza installata, il più grande impianto di accumulo al mondo, destinato a integrare la rete elettrica nazionale con una capacità di stoccaggio tale da bilanciare la crescente produzione da fonti rinnovabili.

«C’è la volontà di questa città e di questa azienda – ha detto Lanzetta – di diventare primi anche nelle nuove tecnologie».
Ha poi aggiunto che la centrale, spenta nei mesi scorsi, sarà mantenuta in riserva fredda, pronta a essere riattivata solo in caso di emergenze energetiche nazionali: «Un passato che si ferma, ma che resta garanzia per il futuro. Con l’accumulo a batterie, Brindisi sarà una pietra miliare non solo per l’Italia ma per l’Europa e il mondo».

Eni e la transizione “fatta bene”: consapevolezza, coraggio e capacità

Poco dopo, a delineare la prospettiva dell’altra grande partecipante, Giuseppe Ricci, Direttore Generale Energy Evolution di Eni, ha richiamato l’importanza di una transizione “fatta bene”:
«La transizione energetica è una necessità, ma va condotta con metodo e con equilibrio. Io la riassumo con tre parole: consapevolezza, coraggio e capacità».

Ricci ha spiegato che «bisogna essere consapevoli che un sistema non funziona più e quindi va cambiato; avere il coraggio di innovare, di usare tecnologie nuove e di uscire dalla zona di comfort; e infine avere la capacità di coniugare sostenibilità ambientale, economica e sociale».

Il dirigente di Eni ha poi ricordato come il gruppo abbia già creato un modello di riconversione industriale virtuoso, trasformando raffinerie tradizionali in bio-raffinerie che hanno mantenuto l’occupazione e creato nuovi mercati.
«Lo stesso modello – ha aggiunto – lo stiamo replicando sulla chimica, e Brindisi sarà un esempio di grande trasformazione con la realizzazione della Gigafactory per gli accumuli di energia stazionali. È il passo necessario per accompagnare lo sviluppo delle rinnovabili, che in Puglia hanno raggiunto livelli record».

«Se non accompagniamo le rinnovabili con sistemi di accumulo – ha avvertito – rischiamo squilibri di prezzo e disponibilità. Gli accumuli sono la chiave per rendere stabile il sistema e garantire investimenti sostenibili».

Lippolis: la filiera italiana come motore della transizione

A introdurre i lavori è stato Gabriele Menotti Lippolis, presidente de I Colori dell’Energia e past president di Confindustria Brindisi, con un intervento che ha riassunto la filosofia e gli obiettivi dell’iniziativa:
«La vera posta in gioco è trasformare la transizione energetica nel più grande progetto di modernizzazione industriale per l’Italia. Un progetto che sia inclusivo, sostenibile dal punto di vista economico e, soprattutto, orgogliosamente italiano».

Nel suo discorso, Lippolis ha sottolineato come l’Italia stia «scalando le classifiche globali per attrattività degli investimenti in rinnovabili» e come, secondo gli ultimi dati del Report sull’energia 2025, le fonti pulite abbiano coperto oltre il 55% del fabbisogno elettrico nazionale a maggio.
«Sono risultati concreti – ha detto – frutto di una strategia precisa, che dobbiamo ora consolidare e trasformare in un vantaggio competitivo strutturale».

Lippolis ha evidenziato il valore della filiera energetica nazionale, composta da oltre 55.000 imprese e 800.000 addetti: «Un patrimonio di competenze e innovazione che rappresenta il vero motore della transizione».
Ha ricordato che la filiera italiana copre tutti i segmenti produttivi: manifattura (11%), installazione e manutenzione (34%), servizi di ingegneria e ICT (8%).
«La sfida non è solo installare pannelli o turbine – ha aggiunto – ma costruire qui, in Italia, l’intera catena del valore. Dobbiamo essere produttori di tecnologia, non solo utilizzatori».

Lippolis ha parlato anche del PNRR, che destina risorse significative agli elettrolizzatori per l’idrogeno e all’eolico offshore galleggiante, settori in cui l’Italia può giocare un ruolo da protagonista.
«Sviluppare queste filiere significa creare lavoro qualificato, valorizzare i nostri talenti e rendere il sistema-Paese più resiliente».

I Colori dell’Energia: un ecosistema di sinergie

L’appuntamento di Brindisi, organizzato con il sostegno di Confindustria, l’Alto Patrocinio del Parlamento Europeo e del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, e con il supporto di Regione Puglia e del DiTNE (Distretto Tecnologico Nazionale dell’Energia), mira a creare connessioni concrete tra imprese, istituzioni e centri di ricerca.

«Il nostro obiettivo – ha spiegato Lippolis – è far incontrare le eccellenze italiane con i grandi player nazionali, per integrare le PMI nelle supply chain energetiche e industriali».
Tra le aziende presenti: A2A, Edison, Enel, Eni, Erg e Nadara, insieme ai rappresentanti delle università, dei centri di ricerca e delle istituzioni locali.

I Colori dell’Energia è stato concepito come acceleratore di sinergie e piattaforma di business matching, ma anche come momento di riflessione pubblica sul nuovo ruolo industriale dell’Italia nella transizione.

La visione del Governo: sicurezza e impresa

Il messaggio del Governo è arrivato attraverso due videointerventi.
Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin ha dichiarato:
«L’Italia ha una direzione chiara nel Piano Nazionale Energia e Clima. Dobbiamo puntare sull’innovazione, senza esclusioni ideologiche, per vincere la sfida della transizione».

Il ministro ha poi spiegato che, sebbene «il carbone non abbia più convenienza economica», gli impianti di Brindisi e Civitavecchia resteranno in esercizio freddo per garantire la sicurezza nazionale:
«Brindisi è una realtà che ha dato tanto al Paese e che può continuare a dare moltissimo con il proprio sviluppo industriale».

Il ministro per le Imprese e il Made in Italy Adolfo Urso ha evidenziato come la transizione debba essere «non solo energetica, ma anche culturale ed economica».
«Serve una squadra Italia, pubblica e privata, che cammini insieme verso un obiettivo comune. Nessuno deve essere lasciato indietro in questa sfida».

Urso ha ricordato il Piano Transizione 5.0, che prevede crediti d’imposta per efficienza energetica e autoproduzione da fonti rinnovabili, e ha annunciato una semplificazione normativa per allargare la platea delle imprese beneficiarie:
«Vogliamo un’Italia competitiva, sostenibile e protagonista della nuova economia dell’energia».

I protagonisti del 9 ottobre: Europa, industria, territori

La prima giornata ha visto la partecipazione di figure istituzionali e industriali di primo piano:

  • Antonio Decaro, europarlamentare e presidente della Commissione ENVI del Parlamento Europeo;
  • Giuseppe Marchionna, sindaco di Brindisi;
  • Luigi Carnevale, prefetto di Brindisi e commissario dell’area industriale.

Tra i relatori: Adriano Bellacosa (A2A), Marcello Capra (MASE), Fabrizio Di Amato (Maire Tecnimont), Massimo Beccarello (Confindustria), Arturo De Risi (DiTNE), Gianni Vittorio Armani (A2A) e Luisa Torsi (Università di Bari).

I panel hanno affrontato i temi delle comunità energetiche, dell’idrogeno verde, delle nuove frontiere del mare e del vento, e del ruolo del porto di Brindisi come snodo strategico per la logistica energetica e industriale del Mezzogiorno.

Oggi, 10 ottobre: ricerca, formazione, futuro

La seconda giornata è dedicata alla ricerca e alla formazione.
Sono previsti tavoli tecnici su Idrogeno, Biocarburanti e Sistemi di Accumulo, coordinati dal DiTNE con la partecipazione di Enea, Snam, Terna, Edison, A2A ed Erg.
Nel pomeriggio, due focus tematici: Comunità Energetiche e Autoproduzione Diffusa e Le Nuove Rotte del Mare e del Vento, dedicato all’eolico offshore nel Mediterraneo.

La giornata si chiuderà con una sessione sulle competenze e la formazione tecnica, alla presenza di Regione Puglia, MIMIT, Confindustria, ITS e Università.
«Brindisi – ha ribadito Lippolis – è il luogo dove la transizione prende forma. Qui si costruisce la filiera del futuro, unendo industria, ricerca e istituzioni».

Brindisi capitale dell’energia italiana

L’evento conferma la vocazione di Brindisi come capitale dell’energia italiana.
Dalla centrale Federico II, simbolo del passato fossile, nasce oggi un laboratorio per il futuro: un distretto che unisce Enel, Eni, istituzioni, università e imprese in un percorso comune di innovazione, sostenibilità e lavoro.

La transizione energetica italiana non è più solo un obiettivo: è una politica industriale.
E, come ha detto Lippolis, «oggi Brindisi non è più solo un territorio che ha dato energia all’Italia, ma un luogo che sta costruendo l’energia del domani».