Il riconoscimento riapre la memoria del club nato nel 1957: oltre 500 soci negli anni d’oro e 140 iscritti dopo la rifondazione del 2026
di Antonio Portolano
BRINDISI – Una tessera e un attestato che uniscono quasi settant’anni di storia. Il Vespa Club Brindisi ha nominato Silvio Giovine socio onorario per il 2026, rendendo omaggio a uno dei testimoni della stagione storica del vespismo cittadino. Ma il riconoscimento va oltre la cerimonia: diventa il punto di partenza di una ricerca sulla memoria del club, fondato per la prima volta nel 1957, capace di superare i 500 soci negli anni d’oro e tornato ufficialmente in attività nel 2026, raggiungendo già 140 iscritti.

Il conferimento, deliberato all’unanimità dal Consiglio direttivo, è avvenuto nella serata di mercoledì 16 settembre durante un incontro conviviale nello storico e rinnovato ristorante PicNic di Brindisi. A consegnare ufficialmente la tessera associativa e l’attestato è stato il presidente Potenzo Ezio Potenza, alla presenza dei componenti del direttivo e di numerosi soci.

Silvio Giovine, il filo che unisce due epoche
Silvio Giovine è stato iscritto al Vespa Club Brindisi negli anni Cinquanta e Settanta. Un legame rimasto vivo nel tempo e che oggi assume un valore particolare, perché permette alla nuova associazione di recuperare una testimonianza diretta della propria storia.
Giovine ha accolto il riconoscimento con profonda commozione, esprimendo gratitudine e ricordando con affetto gli anni trascorsi sulle due ruote della Piaggio.
La motivazione del club è racchiusa nelle parole del presidente Ezio Potenza: «È un onore per tutti noi premiare la fedeltà e la passione di un socio storico come Silvio. Lui rappresenta la memoria storica e i valori più puri e autentici del nostro Vespa Club».

Non è soltanto il riconoscimento di una lunga fedeltà associativa. Silvio Giovine ha infatti contribuito direttamente alla ricostruzione della memoria del sodalizio donando una preziosa documentazione fotografica d’epoca. Immagini che consentono di restituire volti, mezzi, incontri e momenti di una stagione nella quale la Vespa rappresentava molto più di un mezzo di trasporto: era viaggio, socialità, libertà e appartenenza.

Il primo Vespa Club Brindisi nacque nel 1957
La ricerca avviata dall’associazione ha permesso di riportare alla luce anche la composizione dei primi organismi dirigenti.
Il primo Vespa Club Brindisi fu costituito nel 1957. Presidente era Teodoro Mauro, vicepresidente Filippo Giovine e segretario Aldo Vinci. Del Consiglio facevano parte Biagio Giovine, Giuseppe Ammirabile, Pietro Ribezzo, Raffaele Buscicchio e Vito Mellone.

Nel 1964 il direttivo cambiò composizione. Alla presidenza arrivò Filippo Giovine, con Teodoro Lapertosa vicepresidente e Aldo Vinci confermato segretario. Consiglieri erano Biagio Giovine, Pietro Ribezzo, Giuseppe Ammirabile e Paolo Giovine.
Il dato che restituisce meglio le dimensioni raggiunte dal fenomeno è quello degli iscritti: negli anni di maggiore sviluppo il club contava oltre 500 soci.
Era un sodalizio numeroso, disciplinato e particolarmente attivo, capace non soltanto di organizzare raduni a Brindisi, ma anche di partecipare a manifestazioni ed eventi sportivi in diverse parti d’Italia.

Il 1959 e Brindisi sulle rotte del grande vespismo
Il 1959 rappresentò uno dei momenti di maggiore visibilità della storia vespistica brindisina.
La città fu attraversata dal celebre Giro Vespistico d’Italia e ospitò una tappa del Giro dei Tre Mari. Due appuntamenti che inserirono Brindisi nelle grandi rotte del turismo su due ruote del Mezzogiorno e dell’Italia di quegli anni.
Era la stagione nella quale sulle strade cittadine si incontravano le classiche Vespa Faro Basso, le prime 125 e 150 degli anni Cinquanta e, successivamente, modelli destinati a entrare nella storia del motorismo italiano come la Vespa 150 VBB2T dei primi anni Sessanta.
La crescita dei Vespa Club accompagnava quella dell’Italia del dopoguerra: lo scooter diventava strumento di mobilità personale, ma anche occasione per viaggiare, incontrarsi e costruire comunità attorno a una passione comune.

La Vespa cambia con i giovani degli anni Settanta
Con l’arrivo degli anni Settanta anche il modo di vivere il vespismo iniziò a trasformarsi.
Modelli come la Vespa 50 Special e la Vespa Primavera segnarono una nuova stagione, sempre più legata alle giovani generazioni e alla cultura pop del periodo. Cambiarono le Vespa, cambiarono i raduni e cambiò il pubblico, ma rimase intatto quel rapporto tra mezzo, identità e socialità che aveva caratterizzato il movimento sin dalle origini.

È proprio tra gli anni Cinquanta e Settanta che si sviluppa la storia personale di Silvio Giovine all’interno del club. La sua nomina a socio onorario consente oggi di ricongiungere idealmente quella generazione con i vespisti che hanno deciso di rifondare l’associazione.
La rifondazione nel 2026 e i primi 140 iscritti
Dopo un lungo periodo di inattività, Brindisi si è riappropriata ufficialmente della propria tradizione vespistica.
Il nuovo Vespa Club Brindisi ha sancito la propria nascita il 3 febbraio 2026 attraverso l’affiliazione al Vespa Club d’Italia. In pochi mesi la risposta degli appassionati ha portato il sodalizio a raggiungere già 140 soci iscritti.
Un dato che segnala quanto il rapporto tra la città e l’iconico scooter della Piaggio sia ancora vivo.

Il nuovo corso non si limita alla dimensione motoristica. Tra gli obiettivi dichiarati dal club ci sono la promozione del turismo lento, la diffusione della cultura vespistica, la valorizzazione del patrimonio locale e l’organizzazione di raduni, iniziative culturali e attività di solidarietà.
La Vespa diventa così anche uno strumento attraverso il quale raccontare e attraversare il territorio, collegando la passione per il motorismo alla scoperta dei luoghi e alla costruzione di nuove relazioni tra persone e associazioni.

Il club cerca fotografie, documenti e ricordi
Il riconoscimento conferito a Silvio Giovine ha fornito anche l’occasione per avviare una vera ricerca storica sul territorio.
Il Vespa Club Brindisi vuole rintracciare i protagonisti delle precedenti stagioni associative e raccogliere fotografie, documenti, ricordi, testimonianze e aneddoti legati alla storia del vespismo brindisino.
La documentazione fotografica già donata da Giovine rappresenta uno dei primi nuclei di questo lavoro. L’obiettivo è ricostruire non soltanto date, direttivi e manifestazioni, ma anche la dimensione umana del vecchio club: i soci, i viaggi, le partenze, i raduni e le Vespa che hanno attraversato la città per decenni.
Chi conserva materiale relativo a quegli anni è invitato dal sodalizio a condividerlo. Ogni testimonianza può aggiungere un nuovo tassello a una storia collettiva che rischierebbe altrimenti di disperdersi.
Dal 1957 ai più di 500 soci della prima stagione, dal Giro dei Tre Mari e dal Giro Vespistico d’Italia del 1959 fino ai 140 iscritti del 2026, il percorso del Vespa Club Brindisi attraversa generazioni diverse mantenendo un elemento comune: una passione che continua a riconoscersi in uno dei simboli più conosciuti del design e del motorismo italiano.

La nomina di Silvio Giovine a socio onorario serve anche a questo: riportare al centro le persone che quella storia l’hanno vissuta, prima ancora che venisse affidata agli archivi.
Per informazioni sulle attività del club, sui prossimi raduni, sulle modalità di tesseramento o per mettere a disposizione materiale storico è possibile contattare la segreteria all’indirizzo brindisi@vespaclubditalia.it.



