Brindisi saluta Pavel Miodushevsky, gigante dell’aerospazio

Pavel V. Miodushevsky, scienziato aerospaziale, ritratto generato con Chat Gpt

Tra i massimi scienziati aerospaziali, aveva scelto Brindisi come seconda casa dove fare ricerca, insegnare e sviluppare nuove tecnologie

di Antonio Portolano

BRINDISI – Aveva scelto Brindisi come seconda casa. Dopo una vita trascorsa ai vertici della ricerca aerospaziale internazionale, Pavel V. Miodushevsky aveva deciso di portare proprio in Puglia il patrimonio di conoscenze costruito in decenni di studi, sperimentazioni e attività scientifica. A Brindisi aveva continuato a fare ricerca, aveva insegnato all’università, lavorato allo sviluppo di nuove tecnologie e creduto fino all’ultimo nelle potenzialità di un territorio che era diventato la sua seconda patria.

Il professor Pavel V. Miodushevsky, dottore di ricerca, si è spento mercoledì 2 settembre all’ospedale di Brindisi, circondato dall’affetto dei suoi cari.

Con lui scompare una figura di altissimo profilo scientifico, tra le più autorevoli nel campo dell’ingegneria aerospaziale, della meccanica sperimentale e della tecnologia dei sensori. Una carriera internazionale, oltre ottanta pubblicazioni scientifiche, più di sessanta brevetti, importanti riconoscimenti e, negli ultimi trent’anni, un legame sempre più profondo con Brindisi.

Pavel V. Miodushevsky, scienziato aerospaziale

Una vita ai vertici della ricerca aerospaziale

Nato a Kiev nel settembre del 1935, Pavel V. Miodushevsky si laureò in ingegneria nel 1959 presso l’Università Aeronautica di Kazan.

La sua carriera iniziò immediatamente nel cuore dell’industria aeronautica sovietica. Dopo una prima esperienza come ricercatore presso l’Ufficio di Progettazione Raduga di Dubna, lavorò come rappresentante del capo progettista per l’Estremo Oriente.

Arrivò poi l’ingresso al TsAGI di Žukovskij, l’Istituto centrale di aerodinamica che ha rappresentato per decenni uno dei principali centri della ricerca aeronautica e aerospaziale.

Fu qui che Miodushevsky costruì gran parte della propria carriera scientifica e professionale.

Conseguì il dottorato di ricerca nel 1970 e ricoprì progressivamente incarichi di crescente responsabilità: capo laboratorio, capo dipartimento, capo divisione e infine vicedirettore.

Un percorso che lo portò ai vertici di una delle più importanti istituzioni scientifiche del settore aerospaziale.

Più di sessanta brevetti e oltre ottanta pubblicazioni

Il lavoro di Miodushevsky si concentrò soprattutto sulla meccanica sperimentale e sulla tecnologia dei sensori, ma i suoi interessi scientifici comprendevano anche aerodinamica, fluidodinamica, gasdinamica e più in generale l’ingegneria aerospaziale.

Nel corso della sua carriera fu autore di oltre ottanta pubblicazioni scientifiche e titolare di più di sessanta brevetti.

Nel 1985 ricevette il Premio del Consiglio dei Ministri dell’URSS per l’ingegneria aerospaziale, riconoscimento che certificava il livello raggiunto dal suo lavoro nel campo della ricerca e dell’innovazione tecnologica.

Il suo curriculum riporta inoltre l’appartenenza all’Accademia Internazionale di Ingegneria, alla New York Academy of Sciences, all’IMAPS e all’American Association for the Advancement of Science – AAAS.

Tra i riconoscimenti biografici figura anche la presenza nella pubblicazione «1000 Grandi Scienziati».

Numeri e titoli che raccontano soltanto in parte la dimensione di una carriera costruita per decenni tra ricerca teorica, sperimentazione e applicazioni tecnologiche.

Il nome di Pavel V. Miodushevsky inserito nella pubblicazione 1000 Grandi Scienziati

Nel 1996 la seconda vita comincia a Brindisi

Poi, nel 1996, arrivò Brindisi.

Miodushevsky trasferì qui la propria attività professionale assumendo la direzione della ricerca di Powerco.

Per uno scienziato proveniente da una delle grandi istituzioni internazionali dell’aerospazio poteva sembrare un cambio radicale di scenario. In realtà Brindisi diventò il luogo nel quale aprire una nuova fase della propria vita scientifica.

Erano gli anni nei quali la città, anche attraverso la Cittadella della Ricerca, cercava di costruire un rapporto più forte tra università, ricerca applicata, industria e innovazione.

Miodushevsky mise a disposizione di quel sistema un patrimonio di conoscenze maturato in decenni di attività ai massimi livelli.

Non considerò mai il trasferimento in Puglia come la conclusione della propria carriera. Al contrario, continuò a studiare, progettare e sperimentare.

Brindisi divenne così molto più del luogo nel quale lavorare. Divenne casa.

Alla Cittadella della Ricerca insegnò aerospazio

Una parte importante del rapporto tra Miodushevsky e il territorio passò attraverso l’università.

Fu docente presso il distaccamento dell’allora Università di Lecce alla Cittadella della Ricerca di Brindisi, dove insegnò fisica, aerodinamica, fluidodinamica, gasdinamica e discipline aerospaziali.

In quelle aule portava qualcosa che difficilmente poteva essere contenuto in un semplice programma universitario: l’esperienza diretta maturata dentro grandi centri di ricerca, laboratori e programmi di sviluppo tecnologico.

Per studenti e giovani ricercatori significava poter entrare in contatto con uno scienziato che aveva vissuto in prima persona alcune delle stagioni più importanti dell’ingegneria aerospaziale del Novecento.

Il trasferimento di conoscenza diventava così uno degli aspetti più importanti della sua presenza a Brindisi.

Il nome di Pavel V. Miodushevsky inserito nella pubblicazione 1000 Grandi Scienziati, le pagine a lui dedicate

Dalla grande aeronautica ai droni a decollo verticale

La ricerca di Miodushevsky continuò a guardare al futuro.

Dopo l’esperienza in Powerco proseguì la propria attività nel campo della ricerca e sviluppo di IAS Srl, impegnandosi anche nella progettazione e nello sviluppo di un drone a decollo verticale.

Un settore che negli anni successivi sarebbe diventato uno dei campi più dinamici della tecnologia aerospaziale, con applicazioni industriali, civili e scientifiche.

Ancora una volta emergeva il tratto distintivo della sua carriera: la capacità di collegare conoscenza teorica e applicazione.

Aerodinamica, meccanica, sensori, fluidodinamica e sistemi di volo erano per Miodushevsky parti di uno stesso percorso scientifico, orientato alla capacità di trasformare ricerca e conoscenza in tecnologia.

Fino all’ultimo credeva nelle potenzialità della Puglia

L’aerospazio rimase il centro della sua vita professionale, ma negli ultimi anni il suo interesse si rivolse anche ad altri settori dell’innovazione.

Miodushevsky continuò a promuovere idee e progetti anche nel campo delle energie rinnovabili, mantenendo intatta la convinzione che Brindisi e la Puglia potessero avere un ruolo importante nella ricerca e nello sviluppo di nuove tecnologie.

È questo uno degli elementi che rendono la sua storia profondamente legata al territorio.

Uno scienziato che avrebbe potuto concludere la propria carriera in uno dei grandi centri internazionali dell’aerospazio decise invece di continuare a lavorare a Brindisi.

Qui insegnò. Qui fece ricerca. Qui sviluppò progetti. Qui continuò a immaginare tecnologie nuove.

E qui aveva scelto di vivere.

Lascia la moglie Galina Syssoeva e il figlio Alexander Miodushevskiy.

La sua biografia unisce Kiev, Kazan, Dubna, Žukovskij e Brindisi. Città lontane tra loro, legate dalla traiettoria di una vita interamente dedicata alla scienza.

Ma tra tutte quelle città, Brindisi fu quella scelta.

La sua seconda casa. La sua seconda patria.