Sara Bevilacqua trionfa a Ermo Colle con Revolution

Ermo Colle, il premio a Sara Bevilacqua, e Meridiani Perduti_ Foto Lorenzo Galaverna

A Revolution il Premio del Pubblico 2026: terzo successo a Ermo Colle per Sara Bevilacqua e la compagnia brindisina Meridiani Perduti Teatro

di Antonio Portolano

«Dedichiamo questo premio a tutti i sognatori, a tutti i “Guardastelle” – ha scritto Sara Bevilacqua dopo la vittoria -. Chi sogna vede il domani prima degli altri e dà forma al mondo. I sogni non sono illusioni fragili, ma la radice di ogni cambiamento reale e il coraggio di costruire il futuro».

È racchiuso in queste parole il senso più profondo di «Revolution» e del nuovo successo ottenuto da Sara Bevilacqua e Meridiani Perduti Teatro al Festival Ermo Colle. Lo spettacolo ha conquistato il Premio del Pubblico 2026, assegnato dagli spettatori della manifestazione, portando a tre i riconoscimenti ottenuti dalla compagnia brindisina nelle ultime edizioni del festival.

Una vittoria che nasce da una storia profondamente legata a Brindisi e alla sua memoria. Quella di una ragazza che negli anni Sessanta guarda verso il cielo, sogna di diventare astronauta e immagina di incontrare i Beatles mentre intorno a lei una città intera comincia a inseguire un altro sogno: quello dell’industrializzazione e del progresso.

Da sinistra verso destra, Federico Pische, Sara Bevilacqua, Daniele Guarini, Emiliano Poddi_ Foto Lorenzo Galaverna

Una ragazza, i Beatles e il sogno dello spazio

Gli anni Sessanta sembrano annunciare che tutto sia possibile. I Beatles suonano al Cavern Club di Liverpool. Yuri Gagarin diventa il primo uomo nello spazio. La musica, la scienza e una nuova cultura giovanile stanno cambiando l’immaginario di un’intera generazione.

Brindisi appare lontana da quella rivoluzione.

È da questa distanza che prende forma «Revolution». Al centro dello spettacolo c’è una ragazza brindisina che sogna di diventare astronauta e di incontrare i Fab Four. Un desiderio capace di aprire una finestra su un mondo apparentemente irraggiungibile e, nello stesso tempo, di accompagnare il pubblico dentro una delle trasformazioni più profonde vissute dalla città nel Novecento.

Nel 1962 arriva il primo lotto della Montecatini. Brindisi comincia a cambiare. La grande industria promette occupazione, sviluppo, modernità e riscatto. Al sogno personale della protagonista si affianca così quello collettivo di una comunità convinta di essere entrata finalmente nel futuro.

L’attrice Sarà Bevilacqua

Brindisi e la parabola del sogno industriale

«Revolution» intreccia la grande storia con una vicenda individuale e accompagna lo spettatore attraverso gli anni nei quali l’identità stessa di Brindisi viene trasformata dall’industrializzazione.

Il petrolchimico diventa il simbolo di una nuova epoca. Cambiano il lavoro, l’economia, il paesaggio e le aspettative di migliaia di famiglie. Ma il racconto non si ferma alle promesse di quel modello di sviluppo.

Arriva fino all’8 dicembre 1977.

Quel giorno una fuga di gas e il successivo scoppio nel reparto P2T del petrolchimico spezzano l’illusione del sogno industriale e lasciano una ferita profonda nella memoria della città.

Il progresso mostra improvvisamente anche il proprio lato più doloroso. La storia della protagonista e quella di Brindisi finiscono per sovrapporsi: ai sogni di riscatto si affiancano le contraddizioni di una trasformazione che ha segnato in maniera irreversibile la comunità.

Da Brindisi a John Lennon, la fine di un’epoca

Il cerchio narrativo si chiude con un altro 8 dicembre.

È quello del 1980, quando la tragica morte di John Lennon segna simbolicamente la conclusione di un’epoca e di quell’immaginario collettivo alimentato negli anni Sessanta da musica, libertà, emancipazione e desiderio di rivoluzione.

Due date, lo stesso giorno del calendario, tre anni di distanza.

Da una parte la tragedia del petrolchimico di Brindisi. Dall’altra la morte dell’artista che aveva incarnato insieme agli altri Beatles una delle più potenti rivoluzioni culturali del Novecento.

«Revolution» tiene insieme questi piani e li trasforma in un racconto nel quale la storia locale dialoga con quella internazionale. Brindisi non è più periferia rispetto agli avvenimenti del mondo: diventa il punto di osservazione dal quale raccontare speranze, trasformazioni e disillusioni di una generazione.

Da sinistra verso destra Federico Pische e Daniele Guarini_ Foto Lorenzo Galaverna

Ermo Colle, il teatro nei luoghi del territorio

Il risultato acquista un significato ancora più chiaro nel contesto di Ermo Colle, il Palio Poetico Teatrale Musicale ideato da Ermo Colle APS, che nel 2026 ha raggiunto la 25ª edizione. Il festival si è svolto dal 28 luglio al 13 agosto nel territorio parmense, con 12 spettacoli in concorso ospitati in 13 Comuni e compagnie provenienti da tutta Italia. La sua caratteristica è portare il teatro in luoghi di interesse storico, artistico, architettonico e naturalistico normalmente non destinati allo spettacolo, creando un rapporto diretto fra artisti, pubblico e territorio. Per le compagnie selezionate rappresenta quindi un confronto nazionale e un banco di prova particolare, mentre il Premio del Pubblico misura direttamente la capacità dello spettacolo di entrare in relazione con gli spettatori.

Il terzo Premio del Pubblico a Ermo Colle

«Revolution» è andato in scena l’11 agosto al Castello di Felino. Giovedì 13 agosto, alla Casa di Arola di Langhirano, la serata finale della manifestazione ha sancito l’assegnazione del Premio del Pubblico 2026.

Per Sara Bevilacqua e Meridiani Perduti Teatro si tratta del terzo successo ottenuto a Ermo Colle.

Nel 2023 il Premio del Pubblico era arrivato con «Stocc’ ddo», con la drammaturgia di Osvaldo Capraro. Nel 2024 era stata la volta di «La Stanza di Agnese», anch’essa con la drammaturgia di Osvaldo Capraro. Ora il nuovo riconoscimento con «Revolution».

Tre vittorie che testimoniano soprattutto una capacità: partire da vicende fortemente radicate nei territori e renderle comprensibili ed emotivamente universali anche davanti a pubblici lontani dai luoghi nei quali quelle storie sono nate.

Da sinistra verso destra Federico Pische e Sara Bevilacqua in scena_ Foto Lorenzo Galaverna

Il teatro civile di Meridiani Perduti

Il nuovo riconoscimento si inserisce pienamente nel percorso artistico di Meridiani Perduti Teatro, compagnia che negli anni ha fatto del rapporto tra teatro, memoria e impegno civile uno dei tratti centrali della propria ricerca.

Le vicende personali diventano una porta d’ingresso attraverso la quale attraversare pagine decisive della storia italiana.

È accaduto con «La Stanza di Agnese», dedicata alla figura di Agnese Borsellino. È accaduto nel racconto dell’omicidio di Michele Fazio, ucciso in una Bari attraversata dalla faida tra famiglie mafiose. Accade ancora con «Revolution», che porta sul palcoscenico la storia industriale di Brindisi e la mette in relazione con i sogni, le speranze e le ferite di chi quella trasformazione l’ha vissuta.

Il teatro civile diventa così uno strumento per recuperare memorie che rischiano di allontanarsi, interrogare il presente e restituire alle comunità parti della propria identità.

Non una semplice rievocazione del passato, ma un modo per chiedersi cosa sia rimasto di quelle promesse e quale rapporto esista ancora oggi tra sviluppo, lavoro, futuro e memoria.

Sara Bevilacqua e il cast di Revolution

«Revolution» è uno spettacolo di e con Sara Bevilacqua.

Con lei ci sono Daniele Guarini alla voce e Federico Pische al pianoforte. La drammaturgia è firmata da Emiliano Poddi, mentre gli arrangiamenti musicali sono di Daniele Bove. Disegno e luci invece sono di Paolo Mongelli.

Parola, interpretazione e musica accompagnano il pubblico attraverso una storia nella quale la dimensione individuale e quella collettiva si rincorrono continuamente.

La corsa allo spazio, i Beatles, l’arrivo della Montecatini, l’industrializzazione di Brindisi, la tragedia del petrolchimico e la morte di John Lennon appartengono apparentemente a mondi differenti. Nello spettacolo diventano invece parti della stessa domanda: cosa accade quando i grandi sogni di una generazione incontrano la realtà della Storia?

Da sinistra verso destra Sara Bevilacqua, Emiliano Poddi e Daniele Guarini_ Foto Lorenzo Galaverna

Un premio ai «Guardastelle»

È per questo che la dedica di Sara Bevilacqua ai «sognatori» e ai «Guardastelle» non rappresenta soltanto un ringraziamento dopo la vittoria.

È la chiave stessa di «Revolution».

La ragazza raccontata nello spettacolo continua a guardare le stelle da una Brindisi apparentemente distante dai luoghi nei quali il mondo sta cambiando. Immagina qualcosa che ancora non esiste e prova a vedere il domani prima che quel domani arrivi.

Decenni dopo, quella storia profondamente brindisina attraversa i confini regionali e conquista ancora una volta il pubblico.

Il Premio del Pubblico 2026 di Ermo Colle aggiunge così un nuovo riconoscimento al percorso di Sara Bevilacqua e Meridiani Perduti Teatro. Ma soprattutto porta fuori dalla Puglia una pagina della memoria di Brindisi, trasformandola in un racconto capace di parlare di sogni, progresso, illusioni, ferite e futuro ben oltre i confini della città.